“Vieni più avanti, vedrai una nana vestita da montagna, non puoi sbagliare!”
Si è presentata così Lolita, la nostra guida “personale” del Parco Nazionale del Gran Paradiso che ci avrebbe accompagnati in una escursione alla scoperta della flora e della fauna del parco.
Appuntamento a Eaux Rousses e dopo un caffè di presentazione si parte: obiettivo, arrivare ai 2350 metri della postazione del guardiacaccia attraverso una microscopica parte dell’Alta Via n.2
Siamo circondati da montagne altissime con lingue di neve che scendono e impetuosi torrenti che scrosciano.
La prima parte della salita è lenta e punteggiata di pause nelle quali Lolita ci racconta: dello stambecco soprattutto ma anche: del grido della marmotta che sentiamo, dei licheni che fanno il risotto (!?), della nocciolaia (che vediamo!) che fa scorta di semi per l’inverno, dei mille fiori che incontriamo lungo il percorso. Ci parla delle montagne, delle Alte Vie, del parco in estate e in inverno, ci parla di sè e ci chiede di noi.
Giungiamo ad una enorme frana causata da una valanga invernale ma, oramai pervasi dallo spirito dei camosci, la superiamo agilmente. A proposito di camosci: eccoli!
Ci fermiamo in un canalone e Lolita ce ne indica 2. Restiamo fermi ad osservarli per un po’ finché uno scappa e l’altro si nasconde. Proseguiamo.
La strada è lunga e sempre in salita: Lolita e Dora, inarrestabili, fanno la locomotiva del nostro trenino.
Il paesaggio cambia diverse volte fino a quando, finalmente! arriviamo. Una vista magnifica! Lo sguardo spazia per una larga parte della valle, le cime più alte incombono sopra di noi ma che bella impresa essere arrivati fino qui!
Mangiamo qualcosa; il guardiacaccia viene a scambiare qualche parola con noi e scopriamo che gli stambecchi erano proprio qui stamani poi sono saliti più in alto. Peccato.
Ma vediamo ancora camosci, la tana di una marmotta e, aspetta, è forse un gipeto quell’ombra enorme che vola lassù ad una altezza impensabile?
Comincia la strada del ritorno: andiamo più veloci e ci stupiamo del dislivello che abbiamo superato.
La fatica comincia a farsi sentire, distraggo la mente ripensando alla lezione sulla cacca (se fa le palline è erbivoro, se fa le salsicce è carnivoro), alla differenza fra abete (aghi singoli) e larice (aghi a ciuffi) e all’intruso del pino cembro con le sue pigne viola ed ecco che vediamo più in basso il paese e dopo poco arriviamo.
Bravi, che giornata! Tutti veniamo dichiarati stambecchi onorari.
Ma la più brava di tutti è stata Lolita che ha saputo prenderci per mano e farci assaggiare questo pezzetto di parco raccontandoci mille cose e scovando per noi gli abitanti di queste montagne.
Per noi un po’ di male ai piedi e ricordi indimenticabili da portare via.
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