Purtroppo la prima esperienza sull’isola del Giglio (dopo una noiosa traversata di 1 ora in traghetto da Porto Santo Stefano) è stato il trasferimento in autobus fino a Campese: una sequenza impressionante di curve e tornanti che hanno messo a dura prova i nostri stomaci.
Ma, come quasi sempre succede, i sacrifici sono premiati: ci si è presentata agli occhi una mezzaluna di sabbia dorata e un mare celeste e gelido.
Bagno d’obbligo e pranzo alla quasi ombra di una quasi palma.
Ai piedi bruciati dalla sabbia bollente perserò stasera.
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